Il Milan di Allegri tra derby, rincorsa scudetto e identità tattica: intervista a Carlos Passerini


Dopo la vittoria nel derby che ha riacceso la corsa al vertice, il Milan di Massimiliano Allegri torna a far discutere. La distanza dall’Inter capolista si è ridotta e il clima attorno ai rossoneri è cambiato, tra entusiasmo dei tifosi e interrogativi sul reale equilibrio della lotta scudetto.

Per analizzare il momento della squadra, il percorso stagionale e alcune dinamiche interne allo spogliatoio rossonero, abbiamo intervistato il giornalista Carlos Passerini, firma autorevole del panorama sportivo italiano. Ne è nata una conversazione che spazia dalla rincorsa in campionato alla figura di Allegri, fino a un ricordo personale legato all’intervista con Luka Modrić.


Alessandro Brachino: Cominciamo da una domanda che potrebbe sembrare banale. Il Milan di Allegri, vincendo l’ultimo derby con una vittoria di corto muso, come direbbe ironicamente qualcuno, si è catapultato a meno 7 dall’Inter capolista. È il campionato effettivamente riaperto o sarebbe più premuroso attendere le prossime gare, a partire da questo fine settimana?

Carlos Passerini: Il campionato sarebbe stato chiuso con qualsiasi risultato diverso da una vittoria del Milan, ora è socchiuso, lo definisco così, aperto mi sembra un po’ troppo.

AB: Domenica sera si giocherà all’Olimpico Lazio-Milan, con i tifosi biancocelesti pronti a riempire nuovamente lo stadio proprio in occasione della gara col Milan. Può questo fattore incidere in qualche modo sulla prestazione della formazione ospite?

CP: Non ho mai visto tifosi segnare gol, la battaglia è sul campo.

AB: Com’è stato invece intervistare Luka Modric, il calcio in persona, almeno per quanto concerne al suo ruolo?

CP: Ho avuto la fortuna di fare tante interviste con giocatori molto importanti del Milan e non. Ciò che colpisce di Modric quando lo hai vicino e che lo caratterizza sul campo e fuori, è la sua umiltà. È l’intervista che mi ha coinvolto di più e nella quale l’intervistato ha rispettato e tenuto fede alle aspettative che riponevo su di lui prima di conoscerlo, cosa che non sempre è successa.

AB: Il Milan è Modric-dipendente?

CP: No, a parer mio no. È chiaro però che c’è un Milan con Modric e un Milan senza Modric. Tatticamente parlando è più “Rabiot-dipendente”, come dimostrato anche dai risultati. Nessuno è connesso ad Allegri come Rabiot.

AB: Quanto si vede, se si vede, il tocco di Allegri su questo Milan?

CP: Le rose dello scorso anno e di quello attuale nel complesso si equivalgono a livello di valore tra chi è andato e chi è arrivato. Quest’anno sei a marzo ancora parzialmente in corsa per lo scudetto nonostante una superiorità dell’Inter e lo scorso anno con due allenatori eri decimo a marzo e sei arrivato poi ottavo. È evidente in tutto questo lo zampino di Massimiliano Allegri.

AB: Orientandoci immaginariamente a fine stagione, qualora dovesse il Milan chiudere secondo, sarebbe un fallimento viste le aspettative createsi ad inizio anno attorno alla squadra e all’allenatore, o, vista la situazione come abbiamo detto poco fa dello scorso anno, sarebbe comunque un successo?

CP: Non sarebbe affatto un insuccesso e chi lo pensa è abbastanza fuoristrada. Secondo me quest’anno l’obiettivo minimo e principale era quello di tornare in Champions tra le prime quattro in un percorso di ricostruzione della squadra dopo l’ottavo posto dello scorso anno e che deve poi portare già nella stagione successiva a puntare allo scudetto.

AB: Grazie Carlos, abbiamo terminato, a presto.

CP: Grazie.


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